Discussion on Film & Video and New Media art

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FTP del Film The Big Bother

In Uncategorized on maggio 7, 2009 at 3:02 pm

fardello12Alla produzione del “Il Grande Fardello/ The Big Bother” ha partecipato il Medialab della Scuola di Media Design & Arti Multimediali NABA, i delegati di produzione sono Maresa Lippolis e Amos Bianchi, le traduzioni sono di Aaron Maines e Lauren Hoekstra, i sottotitoli di Simone Rovellini e Michele Molluso, le sigle di testa e coda di Vichie Chinaglia, Simone Rovellini e Michele Molluso, Lauren Hoekstra. L’opera cita il Grande Fratello/The Big Brother televisivo, perché nasce dall’idea di realizzare un Grande Fratello in un luogo dove le persone vivono perennemente come fossero in un format, sorvegliati da telecamere, introducento l’elemento estraniante del confessionale e della votazione, questa volta per uscire e non non per restare. Il Film è interpretato da veri carcerati, che in un’ottica fake, recitano sé stessi. Il metodo utilizzato per la parte recitativa si basa sulla continua osservazione delle azioni, dialoghi, modi di dire e pensieri veri dei personaggi a cui è stato poi chiesto di ripetersi sotto la ripresa delle telecamere. In questo modo gli attori interpretano sé stessi creando una circolarità fake, da tale meccanismo si genera un ritmo da ‘commedia’ e si mantiene una dimensione di verità realtà che dà valore poetico all’opera.La regista Marianna Schivardi la definisce ‘quasi fiction’. L’opera assume una dimensione sperimentale di esplorazione della nuova realtà tecnopervasiva del panopticon, ovvero del fatto che viviamo tutti sotto le telecamere e rappresenta essa stessa un fake, perdendo l’identità tra reale e fictionale.

FTP THE BIG BOTHER

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NEW ITALIAN EPIC –

In Uncategorized on marzo 10, 2009 at 4:50 pm

Letteratura, sguardo obliquo, ritorno al futuro covernie2

* la versione 3.0 (ancora inedita) del
memorandum sul NIE;

* il testo dell’intervento di Londra
“Noi dobbiamo essere i genitori”;

* un lungo saggio (inedito anch’esso) di Wu Ming 2 intitolato “La salvezza di Euridice”.

Clicca qui per vedere prima e quarta di copertina (pdf).
[Attenzione: il prezzo indicato nel pdf serviva solo per la prova di stampa. Quello vero è riportato qui sopra.]

Puoi ordinare il libro qui.

Clamoroso!
NEW ITALIAN EPIC E REAZIONI DE PANZA
Wu Ming 1 esamina i critici! (18 febbraio 2009)

* la proposta 1.0 del
memorandum sul New Italian (Media) Epic;

FTP NIE NABA

In Contributi Audio on marzo 9, 2009 at 6:46 pm
FTP_New_Italian_Epic_NABA_04_03_2009

FTP_Conferenza_New_Italian_Epic_NABA_04_03_2009

A question on New Italian Epic look out on New (Italian) Media Epic

In Uncategorized on marzo 6, 2009 at 1:31 pm

nabawood_cowboy_low2NEW MEDIA ART EDUCATION & RESEARCH 2009

New Media Art Education & Research 2009, along with the issue of the Workshop/Theory, wants to open a new reflection that starts with the UNidentified Narrative Objects, in other words what are students of the Media Design & Multimedia Art producing? Short films, video clips, art videos, short feature films, music clips, simple audiovisual artifacts, or a sort of junk? This reflection makes of the New Italian Epic narratological paradigm, conceived and proposed by Wu Ming, a benchmark for the critics.

-The idea is that the audiovisual media, as well as the New Media art, could face a new paradigm, that can be found in the question about the UNOs.

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Una domanda sul New Italian Epic verso un New (Italian) Media Epic

In Uncategorized on marzo 6, 2009 at 1:27 pm

NEW MEDIA ART EDUCATION & RESEARCH 2009
[http://www.m-node.com/mnode_nmer2009.html]

il Simposio New Media Art Education & Research 2009, accanto al tema del Laboratorio/Teoria, vuole aprire ufficialmente una riflessione che nella Scuola di Media Design & Arti Multimediali NABA stiamo portando avanti da un certo tempo.  La riflessione parte dagli Oggetti Narrativi Non identificati, UNO, ovvero che cosa stanno producendo gli studenti del Media Design & Arti Multimediali? Cortometraggi, video clip, video d’arte, mediometraggi, clip musicali, semplici artefatti audiovisivi, paccottiglia? Questa riflessione recupera dal paradigma narratologico del New Italian Epic, pensato e proposto da Wu Ming un modello a cui riferire tale speculazione critica.
[http://www.carmillaonline.com/archives/2008/04/002612.html]

– L’idea è che l’audiovisivo, e anche le New Media art, possano trovarsi di fronte a un nuovo paradigma, che può essere estrapolato prima dalla domanda sugli UNO, che coinvolge i generi, prodotti, e che noi cerchiamo di monitorare con NABAWOOD,
[ http://nabawood.wordpress.com/%5D

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NEW MEDIA ART EDUCATION & RESEARCH 2009

In Uncategorized on febbraio 23, 2009 at 3:55 pm

Il simposio biennale del nodo italiano del PhD Planetary Collegium, M-Node, ha il titolo 2 Argomenti/2 topics;

Il primo tema sarà su gli Oggetti Narrativi non Identificati, Unidentified Narrative Object, UNO, e sulla New Italian Epic, un paradigma narratologico che viene interpretato come New Media Epic e che diventa un dispositivo di aggregazione e manipolazione dei prodotto media audivisivi lineari e dei nuovi media, delle New Media art;

Il secondo argomento si occupera del tema trasversale della dimensione Pratica e Teorica della Ricerca. Il media design come disciplina di ricerca mostra i limiti delle idee e delle riflessioni che riguardano cose che non possono essere oggetto di esperienza; in questo senso la teoria assume una funzione normativa, indirizza a uno scopo, in vista del quale le linee direttive di tutte le regole convergono. E’ la causa. Mentre la pratica delle New Media art (sia audiovisivo, documentario, media art, video art, interactive art, net art) si pone come catalizzatore e rende possibile il manifestarsi dell’effetto del pensiero.

NEW MEDIA EDUCATION & RESEARCH 2009

What one could and should say: From Unidentified Narrative Objects to New (Italian) Media Epic

In Uncategorized on febbraio 23, 2009 at 3:43 pm


What are audio-visual creators up to lately? And what are the new Media Design and Multimedia Art research agendas leading to? Short-format films, video clips, “art” video, medim-length movies, musical clips, simple audiovisual artefacts? At Garage Media self-legitimating, we’re looking for the meaning of a collection of authorial musings, for new models of analogy, for the mutual entanglement of syncretic gazes, for examples that can be see as vortex-like codes of a new paradigm.

What: Conference BEYOND DARWIN: The co-evolutionary path of art, technology and consciousness

Where: Sala Parpallò Spain, Valencia

When: 24-25 April

New Italian Epic

In Uncategorized on febbraio 23, 2009 at 3:31 pm

New Italian Epic è una definizione proposta dallo scrittore Wu Ming 1 per circoscrivere un insieme di opere letterarie scritte in Italia da diversi autori dal 1993 – tra cui lo stesso collettivo Wu Ming;

Il testo è scaricabile da qui

Le caratteristiche del NIE elencate nel memorandum sono sette, precedute da alcune premesse intese come cornice concettuale. Tali premesse riguardano specificità storiche e geografiche: in questa parte del memorandum viene descritto a grandi linee il contesto sociale e culturale in cui le opere sono nate e a cui fanno riferimenti espliciti o in allegoria.

Le sette caratteristiche individuate da Wu Ming 1 sono:

  • Rifiuto del tono distaccato e “gelidamente ironico” predominante nel romanzo postmoderno. Questa prima caratteristica è definita nel memorandum una “condicio sine qua non”.
  • “Sguardo obliquo” o “azzardo del punto di vista”. Sperimentazione di punti di vista inconsueti e inattesi. Sguardo che si amplia a volte in maniera vertiginosa includendo l’extraumano come parte integrante della narrazione. A questi esperimenti, secondo Wu Ming 1, sarebbe sottesa una motivazione etica e politica.
  • Complessità narrativa unita a un’attitudine “pop” che spesso porta al successo di pubblico. Molti di questi romanzi, pur essendo, secondo Wu Ming 1, complessi strutturalmente e nei contenuti, sono diventati best seller. Alcuni esempi sono Q di Luther Blisset, Romanzo criminale di Giancarlo De Cataldo, L’ottava vibrazione di Carlo Lucarelli e soprattutto Gomorra di Roberto Saviano.
  • Narrazione di storie alternative e “ucronie potenziali”. Queste narrazioni offrono una possibile diversa soluzione rispetto alla realtà storica.
  • Sperimentazione linguistica dissimulata che mira a sovvertire “dall’interno” il registro della prosa.
  • Oggetti narrativi non identificati (anche chiamati UNO: Unidentified Narrative Objects). Molti dei testi del corpo in esame non solo non ricadrebbero in nessun genere letterario predefinito, ma allargherebbero i confini del letterario inglobando elementi testuali che producono effetti “perturbanti”. Tra i libri citati nel memorandum, Asce di guerra dei Wu Ming, Sappiano le mie parole di sangue di Babsi Jones e il già citato Gomorra.
  • Comunità e transmedialità. I testi del NIE hanno come caratteristica quella di fungere spesso da testi base per la creazione di derivati da parte della comunità di fan. I derivati o spin-off sono spesso presenti in rete, ed interessano i vari media (film, telefilm, serie televisive, fumetti, videogiochi, composizioni musicali, siti internet).

A quest’elencazione, con la versione 2.0 del memorandum e con interventi di altri scrittori e studiosi, si sono aggiunte costanti tematiche ritrovabili nei testi del NIE, ad esempio la “morte del Vecchio”: molti libri della “nebulosa” descrivono le conseguenze della scomparsa di un capostipite o fondatore, una figura di riferimento che rappresentava un mondo oggi entrato in crisi o addirittura ha costruito un mondo ma non ha preparato i posteri a gestirne la crisi. Una coincidenza ha voluto che in diversi libri questo personaggio fosse indicato con la semplice antonomasia “il Vecchio”. Secondo Wu Ming 1, su questo mitologema il NIE costruisce una grande allegoria dell’attuale fase storica.

Nel memorandum, al catalogo delle caratteristiche del NIE segue una riflessione sull’allegoria, che sfocia in un’esortazione a immaginare il futuro e l’estinzione della specie umana con un approccio che l’autore definisce “ecocentrico” e descrive come un “ricorso sistematico” alla figura retorica della fallacia patetica, ovvero l’attribuzione a oggetti ed enti inanimati di coscienza, pensieri ed emozioni pari a quelli degli esseri umani.